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Radici forti, frutti nuovi: il CUPLA Lombardia per una sanità territoriale a misura di anziano

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DOCUMENTO PROGRAMMATICO di Romeo Andreini, Coordinatore Regionale CUPLA Lombardia

Il momento storico che stiamo attraversando ci impone una riflessione profonda e, soprattutto, un’azione programmatica decisa. Come CUPLA (Comitato Unitario Pensionati Lavoratori Autonomi) della Lombardia, rappresentiamo la memoria storica, l’esperienza e la forza sociale di centinaia di migliaia di pensionati dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura. Siamo coloro che hanno costruito il benessere di questa regione. Oggi, abbiamo il dovere di chiedere che quel benessere si traduca in servizi, dignità e risposte concrete per la popolazione anziana, a partire dal bene più prezioso: la salute. Per fare questo, la nostra azione si deve sviluppare su due direttrici fondamentali e sinergiche: il radicamento e il potenziamento dei CUPLA provinciali e la costruzione di una sanità territoriale che metta davvero al centro la persona.

  1. RADICARSI PER CONTARE: IL RUOLO CHIAVE DEI CUPLA PROVINCIALI

    Nessuna cabina di regia regionale può essere efficace se non è alimentata dalla linfa vitale dei territori. La Lombardia è una regione complessa, fatta di grandi aree metropolitane ma anche di valli isolate, piccoli borghi e province con esigenze profondamente diverse tra loro. Il nostro primo obiettivo programmatico è rafforzare strutturalmente i CUPLA provinciali attraverso azioni mirate:

    • Presidio e ascolto: I comitati provinciali sono le nostre antenne sul territorio. Devono diventare il punto di riferimento primario per intercettare i bisogni reali, logistici e quotidiani dei pensionati.
    • Interlocuzione locale: Un CUPLA provinciale forte è un soggetto autorevole capace di dialogare direttamente con le ATS, le ASST, i Sindaci e i coordinamenti dei Piani di Zona, portando le istanze specifiche della propria realtà.

    Sostenere le nostre strutture provinciali significa dare voce a chi spesso non ce l’ha, trasformando le frammentazioni territoriali in una rete di proposta coesa, uniforme e di forte impatto politico sociale.

    2. LA SANITÀ TERRITORIALE: CURARE A CASA, VICINO ALLE PERSONE

    La pandemia prima, e l’attuazione delle riforme sulla sanità poi, hanno dimostrato che il modello “ospedalocentrico” non è più sufficiente, in particolare per una popolazione che invecchia e che convive con patologie croniche. La sfida del futuro si gioca inevitabilmente fuori dalle mura dei grandi complessi ospedalieri.

    Come CUPLA Lombardia, sosteniamo con forza la necessità di accelerare il potenziamento della sanità territoriale. Le Case della Comunità e gli Ospedali della Comunità non devono rimanere scatole vuote o meri uffici burocratici, ma devono trasformarsi in veri nodi di integrazione sociosanitaria.

    Vogliamo una sanità dove la figura del Medico di Medicina Generale sia integrata in una rete attiva di specialisti e infermieri di famiglia; chiediamo il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) affinché la casa del pensionato sia considerata il primo, reale luogo di cura. Curare la cronicità sul territorio significa garantire dignità all’anziano e, al contempo, decongestionare i pronto soccorso e le strutture ospedaliere per acuti.

    3. L’INTERLOCUZIONE CON L’ASSESSORATO ALLA SANITÀ: VERSO UN TAVOLO PERMANENTE

    In questo percorso di riforma e monitoraggio, riconosciamo e valorizziamo l’importanza del rapporto con l’Assessorato al Welfare e alla Sanità di Regione Lombardia. In questi anni il dialogo non è mancato, ma oggi è il momento di fare un salto di qualità sostanziale. Il CUPLA non vuole essere un mero spettatore delle decisioni regionali, né una sigla che si limita alla protesta fine a se stessa: noi siamo un soggetto di proposta.

    Portiamo al tavolo la competenza di chi vive la realtà quotidiana e conosce le disefficienze, ma anche le grandi potenzialità del nostro sistema. Proprio per questo, il nostro auspicio e la nostra principale richiesta politica alla Regione è la costituzione di un Tavolo Permanente di Confronto tra l’Assessorato alla Sanità e il CUPLA Lombardia.

    Un Tavolo Permanente non è una concessione formale, ma uno strumento strategico di coprogrammazione. Consentirebbe di monitorare l’efficacia delle Case della Comunità, di analizzare i tempi d’attesa per le visite specialistiche (una delle piaghe che più colpisce i nostri associati) e di tarare i servizi sociosanitari sui reali trend demografici della popolazione anziana lombarda.

    Le nostre sono “radici forti”, nate dal lavoro e dal sacrificio. Ma da queste radici devono nascere “frutti nuovi”: una Lombardia più equa, dove invecchiare non sia sinonimo di solitudine o di rinuncia alle cure. Il CUPLA Lombardia è pronto a fare la sua parte, a fianco dei coordinamenti provinciali e in un dialogo serrato e costruttivo con le istituzioni regionali. Al Presidente della Regione e all’Assessore alla Sanità tendiamo la mano per un patto di collaborazione: sediamoci intorno a un tavolo permanente, uniamo le forze e costruiamo insieme una sanità lombarda che sia davvero eccellente perché vicina agli ultimi, vicina ai nostri anziani.