Si è svolto a Roma, martedì 29 settembre, alle ore 11:30, l’incontro convocato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Comitato Interministeriale per le Politiche in Favore della Popolazione Anziana (CIPA), dedicato alla presentazione ufficiale del nuovo “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana per il triennio 2025-2027”.
All’incontro ha preso parte una nutrita delegazione del CUPLA Nazionale, insieme al suo Coordinatore Franco Bonini, e composta dai rappresentanti delle sigle costituenti (Anap, Cna, Coldiretti, 50&Più, ANPA, CIA, Fipac, Casartigiani).
I lavori sono stati aperti dalla Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Maria Teresa Bellucci (Presidente del CIPA), e sono proseguiti con l’approfondita illustrazione tecnica dei contenuti a cura dei vertici ministeriali, tra cui la Dott.ssa Rendina, dirigente della Divisione Politiche sociali per le persone con disabilità e per le persone non autosufficienti del ministero che ha delineato nel dettaglio l’architettura operativa, normativa ed economica del Piano, recentemente approvato all’unanimità dalla Conferenza Unificata lo scorso 10 settembre.
Che cos’è il nuovo Piano 2025-2027 e cosa cambia per gli anziani
l documento segna un passaggio storico nell’attuazione della riforma avviata con la Legge delega n. 33/2023 e disciplinata dal D.Lgs. n. 29/2024. Per la prima volta, la programmazione degli interventi per la popolazione anziana non autosufficiente (con particolare riferimento a chi ha compiuto 70 anni, mentre la fascia 65-70 rientra nell’alveo complementare del PNNA garantendo piena continuità) assume un quadro autonomo, organico e integrato, superando la storica frammentazione tra cure sanitarie e assistenza sociale.
Tra i capisaldi del Piano presentati nel corso della mattinata:
- La centralità del domicilio e la de-istituzionalizzazione: l’obiettivo primario è consentire all’anziano fragile o non autosufficiente di rimanere nel proprio ambiente di vita, con dignità, sicurezza e relazioni affettive. Vengono valorizzate soluzioni abitative innovative (coabitazione solidale, senior cohousing), la domotica, la teleassistenza e il telesoccorso.
- Integrazione socio-sanitaria reale, ATS e Distretti Sanitari insieme: tramite un apposito Accordo di Programma tipo, Comuni (riuniti negli Ambiti Territoriali Sociali – ATS) e Aziende Sanitarie Locali (ASL) lavoreranno a stretto contatto per allineare i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) con i Livelli Essenziali di Assistenza sanitari (LEA).
- Punti Unici di Accesso (PUA) e stop al “labirinto burocratico”: i PUA, insediati prioritariamente nelle Case della Comunità, saranno la porta unica d’accesso per il cittadino. Qui opereranno équipe integrate (assistenti sociali, medici, infermieri di comunità) per accogliere le istanze, compiere la prima valutazione ed evitare alle famiglie il continuo rimpallo tra uffici sanitari e comunali.
- Valutazione Multidimensionale Unificata (VMU) e PAI: un solo percorso di valutazione bio-psico-sociale determinerà il Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI), comprensivo del Budget di cura e assistenza, calibrato sui reali bisogni della persona e sulle risorse attivabili. La nuova VMU vedrà una fase di sperimentazione per poi andare a pieno regime.
- I LEPS Prioritari e il supporto alle famiglie/caregiver: il Piano declina tre aree essenziali di servizio:
- Assistenza domiciliare sociale e integrata (SAD e ADI).
- Servizi di sollievo: centri diurni, brevi ricoveri di sollievo, pronto intervento per emergenze temporanee, sostituzione dell’assistente familiare in caso di malattia o ferie.
- Servizi di supporto e regolazione: orientamento per l’incontro domanda/offerta di lavoro per assistenti familiari (badanti), percorsi di qualificazione professionale e supporto burocratico-amministrativo per la gestione dei contratti di lavoro domestico.
- Risorse finanziarie e Prestazione Universale: il Fondo per le Non Autosufficienze (FNA) mobilita cifre importanti: per ciascun anno del triennio sono stanziati 250 milioni di euro dedicati all’attuazione dei LEPS anziani, oltre a 50 milioni annui specificamente vincolati all’assunzione a tempo indeterminato di personale sociale per il rafforzamento dei PUA (con l’obiettivo di circa 1.250 assunzioni a livello nazionale). A ciò si affianca l’avvio sperimentale della Prestazione Universale (finanziata con 250 milioni annui per il 2025 e 2026), rivolta agli ultraottantenni gravissimi con ISEE ridotto, combinando indennità di accompagnamento e assegno di assistenza di 850 euro mensili vincolato all’acquisto di servizi o lavoro di cura regolare.
La posizione del CUPLA: “Un passo avanti, ora vigilare sull’applicazione nei territori”
Al termine della presentazione, la delegazione CUPLA ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto e per l’avvio di un percorso atteso da tempo. La direzione intrapresa con la Legge 33 e tradotta nel Piano triennale coglie molte delle battaglie storiche del CUPLA, come considerare l’anziano nella sua complessità, difendere il diritto a curarsi a casa propria e non lasciare soli le famiglie e i caregiver. Quest’ultimo un punto ribadito anche da uno dei membri della delegazione, Giorgio Grenzi, presidente della Federpensionati Coldiretti.
Giudizio positivo riguardo allo stanziamento di risorse certe e all’impegno a rafforzare gli organici dei PUA nelle Case di Comunità. Tuttavia, la vera sfida comincia adesso sui territori, evidenziando che il divario tra le diverse Regioni nell’integrazione socio-sanitaria è ancora profondo e rischia di creare cittadini di serie A e di serie B. Per questa ragione, è necessario che le linee guida non restino sulla carta, che i Comuni e le ASL superino con rapidità ogni lentezza burocratica e che le parti sociali e le associazioni di tutela degli anziani, come lo stesso CUPLA, vengano costantemente coinvolte nei tavoli di monitoraggio regionali e locali.
La rete del CUPLA vigilerà con attenzione affinché ogni risorsa stanziata si traduca in ore effettive di assistenza e in un reale sollievo per gli anziani e le loro famiglie.




