Un convegno per riflettere sul ruolo indispensabile di chi si prende cura dei familiari fragili e sulla necessità di un supporto psicologico e sociale strutturato.
Si è tenuto lo scorso 21 maggio a Piacenza, presso la sala “Massimo Carpi” di Confcommercio, l’importante convegno “Caregiver: istruzioni per l’uso”. L’evento, promosso dal Cupla (Coordinamento unitario pensionati lavoratori autonomi) e dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), ha acceso i riflettori su una figura silenziosa ma pilastro insostituibile del nostro sistema di welfare: il caregiver familiare.
Presentato da Gaetano Rizzuto, vicepresidente di 50&Più, l’incontro ha beneficiato dei saluti di Franco Bonini, coordinatore nazionale Cupla, e dell’introduzione scientifica del professor Nicola Personeni, direttore di Oncologia dell’Ausl di Piacenza. Il cuore del dibattito è stata la consapevolezza che chi assiste un congiunto malato o anziano vive spesso un carico emotivo e fisico che rischia di diventare insostenibile senza una rete di supporto adeguata.
In questo senso, la psiconcologa Michela Monfredo ha presentato i dati di una ricerca condotta su un campione locale di 30 caregiver. Il risultato è chiaro: percorsi di counseling, anche brevi, sono in grado di ridurre significativamente il senso di isolamento e migliorare la comunicazione con il paziente. Da qui nasce la proposta lanciata da Franco Pugliese, presidente della Lilt di Piacenza: creare una “centrale di ascolto” capace di intercettare i bisogni individuali e strutturare risposte sociali concrete.
Le esperte Camilla Di Nunzio e Nicoletta Porcu hanno poi sottolineato un aspetto cruciale: il caregiver non deve annullarsi. Riconoscere il proprio diritto a chiedere aiuto e ritagliarsi momenti personali sono passaggi fondamentali per garantire la tenuta dell’assistenza. A tal proposito, è stato ricordato che il reparto di oncologia dell’Ausl di Piacenza offre già percorsi gratuiti di supporto psicologico dedicati proprio a queste figure.
Il convegno, concluso dall’assessora ai servizi sociali Nicoletta Corvi, ha ribadito che il caregiver non è una figura immobile, ma un soggetto che evolve insieme alle fragilità che assiste e che merita, pertanto, un ascolto intelligente e costante da parte delle istituzioni.

