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CUPLA Lombardia: approvata dalla Regione la figura del Geriatra di Comunità

Una svolta per la sanità territoriale in Lombardia: grazie all’impegno del CUPLA regionale è stata approvata la figura del Geriatra di Comunità. Il Consiglio Regionale ha ratificato infatti una risoluzione storica che punta a ridisegnare l’assistenza per la popolazione anziana. Il CUPLA Lombardia esprime grande soddisfazione per un traguardo che pone la salute e la fragilità al centro dell’agenda politica, oltre ogni colore partitico.

Il 07 luglio 2026 segna una data spartiacque per il sistema sociosanitario della Lombardia. Con l’approvazione della risoluzione “Determinazioni in ordine all’istituzione della figura del Geriatra di Comunità”, la Regione compie un passo decisivo verso una medicina di prossimità reale, capace di rispondere alle sfide di una popolazione che vede oggi 177 persone over 65 ogni 100 giovani.

IL COMMENTO DEL CUPLA

Sull’importanza di questo provvedimento è intervenuto Giorgio Grenzi, presidente della Federpensionati Coldiretti e membro del Coordinamento Nazionale del CUPLA, che ha dichiarato: «Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta Regionale all’istituzione del Geriatra di Comunità, una figura fondamentale nelle strutture sanitarie territoriali realizzate con il PNRR per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e spesso caratterizzata da elevati livelli di fragilità e complessità assistenziali. Un tema che abbiamo sempre posto fra le nostre priorità in occasione di tutti i confronti con le Istituzioni nazionali e regionali e che oggi trova un primo importante riscontro grazie all’azione perseguita in Lombardia dal nostro Presidente Senior di Bergamo Romeo Andreini oggi alla guida del CUPLA lombardo. La risoluzione è stata presentata congiuntamente da relatori del PD e di FDI e ciò assume particolare rilevanza in quanto evidenzia ancor di più come il tema della salute non debba avere colore politico, ma essere una priorità nel nostro Paese. Adesso è importante che in tutte le altre Regioni ci si faccia carico di promuovere e fare approvare un analogo provvedimento da portare a modello sui tavoli di ogni Amministrazione Regionale. Avanti così!».

CHI È E COSA FARÀ IL GERIATRA DI COMUNITÀ

La risoluzione, presentata dai relatori Davide Casati (PD) e Paola Bulbarelli (FDI), nasce dalla necessità di decongestionare gli ospedali e i Pronto Soccorso, offrendo agli anziani fragili una presa in carico globale direttamente nel loro contesto di vita. Non si tratta di aggiungere burocrazia, ma di inserire nelle Case della Comunità e nelle reti territoriali delle ASST uno specialista capace di lavorare in sinergia con i Medici di Medicina Generale (MAP) e gli Infermieri di Famiglia (IFeC).

I punti cardine del provvedimento prevedono:

  1. sperimentazioni territoriali: l’inserimento del Geriatra nell’organico delle Case della Comunità per valutazioni precoci della fragilità e del decadimento cognitivo.
  2. screening proattivo: l’utilizzo di strumenti come il Primary Care Frailty Index presso gli studi dei medici di base per stratificare il rischio e personalizzare le cure.
  3. network delle “Frailty Unit”: la creazione di una rete lombarda che integri ospedale e territorio, garantendo che il ricovero sia l’ultima opzione e favorendo la cultura della cura al domicilio (Hospital at Home).
  4. integrazione multiprofessionale: il coinvolgimento di fisioterapisti, terapisti occupazionali e psicologi per mantenere l’autonomia funzionale dell’anziano e prevenire le disabilità.

UNA SFIDA DI CIVILTÀ

La Lombardia, tra le regioni più “vecchie” d’Europa, affronta oggi il cosiddetto healthspan-lifespan gap: il divario tra gli anni vissuti e quelli vissuti in buona salute. La figura del Geriatra di Comunità, integrata nel solco del DM 77/2022 e del PNRR, rappresenta la risposta strategica per garantire dignità e continuità assistenziale.

Ma il documento impegna la Giunta anche sul fronte della formazione, con l’obiettivo di attrarre nuovi specialisti e promuovere tirocini sul territorio, e sul monitoraggio dei risultati attraverso indicatori chiari: meno accessi impropri al Pronto Soccorso e più anni di vita in salute a casa propria.

Per il CUPLA Lombardia, questo è solo l’inizio di un percorso che dovrà vedere questa figura professionale estesa a tutto il territorio regionale, a tutela dei diritti di tutti i pensionati e delle loro famiglie.

(Foto apertura: MC MEDIASTUDIO / Shutterstock.com)